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Mercoledì 25 Aprile 2018

Gli ingegneri che creano posti di lavoro puntando sulla sicurezza

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Dieci posti di lavoro creati e altri 20 da mettere in cantiere: sono gli incoraggianti risultati di una piccola azienda di Desenzano del Garda che sta provando a creare nuovi sbocchi occupazionali per  i giovani ingegneri italiani.
Andiamo per ordine. Stiamo parlando di 432 Group un’impresa italiana nata alla fine del 2015 specializzata nel prevenire infortuni all’interno di aziende e industrie: per farlo progetta e realizza i macchinari e le procedure che salvano la vita agli operai, riducendo gli infortuni e quindi anche i costi sostenuti dalle imprese in caso di incidenti.

Il costo degli infortuni Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, gli infortuni e le malattie professionali nel mondo comportano una perdita pari al 3,94% del Pil e un costo annuale di circa 2.680 miliardi di euro. Per l’Unione Europea le perdite ammontano al 3,3% del Pil pari a 476 miliardi di euro ogni anno. In Italia, il bollettino è tra i peggiori: secondo l’INAIL, nel nostro Paese, ogni anno si registrano 430 mila infortuni, di cui 650 con esito mortale e 72 mila con menomazioni, con una spesa sanitaria nazionale di oltre 54 milioni di euro.

Per correggere il tiro ed evitare anche i circa 75 mila fermo-macchina che ogni anno interrompono le attività imprenditoriali – ovvero il blocco obbligatorio della produzione in caso di incidente – un gruppo di ingegneri ed esperti si è messo insieme per produrre strategie di prevenzione sul campo.

«Abbiamo avviato questa attività anche forti delle nostre precedenti esperienze visto che sia io sia i miei soci lavoravamo da 20 anni in contesti industriali e conosciamo quindi bene le criticità di un impianto produttivo, sia per i lavoratori sia per gli imprenditori», spiega a La Nuvola Francesco Magni, 46 anni e direttore generale di 432 Group. «Adesso siamo in dieci,  quasi tutti ingegneri con una età media compresa tra i 30 e i 40 anni e ci concentriamo soprattutto sulla prevenzione: facciamo, cioè, una prima verifica di un impianto, cercando di capire quali sono ad esempio le lavorazioni e i passaggi che sono più critici e a quel punto interveniamo creando anche da zero la macchina per la produzione, macchina sicura che poi forniamo al cliente. Un giovane che viene a lavorare da noi vede tutta la filiera produttiva».

L’azienda, spiega Magni, cerca di automatizzare processi manuali rischiosi partendo dai macchinari e arrivando alla ristrutturazione delle procedure perché le imprese possano lavorare speditamente ma senza mettere a rischio la salute e la vita dei dipendenti. Il team lavora anche con l’estero e si è appena aggiudicato una commessa da 4,5 milioni di euro per due impianti siderurgici della russa RGMK che valgono complessivamente 50 milioni. «A breve vorremo aprire sempre in Italia una sede dedicata solo alla parte progettuale e ci piacerebbe assumere altre 20 persone», conclude Magni. L’obiettivo è infatti arrivare nei prossimi 5 anni ad aggiudicarsi lavori per 100 milioni di euro: se l’intuizione di Magni e soci è giusta, il settore dell’accompagnamento alla sicurezza profilato per le singole imprese potrebbe diventare ancor di più opportunità per i neo-ingegneri in cerca di sbocchi solidi.

(di Barbara D’Amico) Twitter @BDamico83


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